Domenica 19 Aprile 2009
ore 18:30


“Arancia Blu”

apre le porte della propria cantina proponendo

L'Aperitivo Domenicale

con grandi vini in degustazione

Barolo Sorì Ginestra ’99

Conterno Fantino

Bicchiere e selezione di antipasti o formaggi


IL VINO

Guido Conterno e Claudio Fantino hanno visto coltivare la vite ai nonni e ai genitori. Le loro famiglie hanno iniziato a vinificare nella metà del secolo scorso, vendendo vino sfuso ai grandi imbottigliatori di allora. Nel 1982 fondano l’azienda. Sono anni difficili, quando ogni dieci cartoni di Dolcetto si regalavano sei bottiglie di Barolo. Il 1986 è l’anno dello scandalo del metanolo. I riscontri cominciano ad arrivare nel 1987,quando la rivista più autorevole in campo internazionale, Wine Spectetor, dedica la sua prima pagina al Barolo Sorì Ginestra ’82. Nasce nell’omonimo e famoso cru di Monforte, uno dei vigneti storici e ritenuti a ragione fra i migliori per la coltivazione del Nebbiolo da Barolo. Il terreno, costituito da alternanza di sabbia e marne argillose, possiede elevati contenuti di limo e presenta, oltre alla perfetta esposizione, l’altezza ideale per il Nebbiolo.
Alla Ginestra l’epoca di germogliamento è molto precoce, grazie al riscaldamento rapido del terreno ed all’elevata luminosità della zona. Le caratteristiche del suolo, unite alla sua profondità e ad una buona ritenzione idrica, conferiscono al vino struttura, longevità, unita ad una finezza e un’eleganza particolare. La macerazione a contatto con le bucce avviene in vinificatori a pale rotanti per circa 7-10 giorni. L’affinamento è in barriques di rovere francese per 24 mesi e in bottiglia per circa 12 mesi. La grande discussione degli ultimi anni che ruota attorno ai due diversi formati per l’invecchiamento del vino: botte grande, botte piccola, come a dire tradizione contro innovazione, sembra essere obsoleta per i nostri … da sempre. Loro dicono: “le botti e le barriques sono da considerarsi degli strumenti di lavoro, esattamente come tutti gli altri attrezzi che si utilizzano in cantina. Non sono gli strumenti a fare grande un vino, ma la maestria con cui vengono utilizzati, quali essi siano, nella convinzione che tradizione e innovazione debbano viaggiare in piena sintonia nel tempo”. Il colore del vino è rubino granato profondo, il profumo è fruttato, vigoroso, persistente che ricorda i frutti di bosco e la rosa canina. Il sapore è pieno ed austero. “…i Barolo 1999 sono stati, sono e saranno per molti anni dei fuori classe assoluti, dei vini eccezionali.” E’questo il responso unanime della grande degustazione organizzata a metà dicembre dal Grand Jury Européen (ospite per l’occasione della Tenuta Carretta di Piobesi d’Alba) . una sorta di club senza fini di lucro, creato e presieduto dal bordolese Francois Mauss, che riunisce una trentina di membri permanenti (sommelier, grandi“amateur”privati, giornalisti, esperti, enotecari) di Francia, Italia, Regno Unito, Germania, Svizzera, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Austria, Spagna e Portogallo, cui di volta in volta si aggiungono alcuni “invitati”, spesso produttori, per dar vita a grandi degustazioni tematiche, per annata, per denominazione, per vitigno. Le degustazioni avvengono rigorosamente alla cieca, sotto il controllo di un legale. I voti dei “membri permanenti”, almeno 12 di sei paesi differenti per ogni degustazione, sono trattati con un metodo statistico scientifico per renderli omogenei. Oltre un terzo dei 57 Baroli degustati alla cieca, secondo le regole rigorose del Grand Jury, hanno ottenuto un punteggio superiore a 90/100 e ben 7, al vertice, sono raccolti fra 93 e 94 su cento, fatto rarissimo nella storia decennale del Grand Jury,c he svolge ogni anno cinque o sei degustazioni tematiche in ogni parte del mondo. E’ passato al vaglio dei degustatori il fior fiore della produzione di quell’annata storica. Recita il rapporto finale del Jury “… certo, alcuni vini sono ancora fortemente marcati dal legno e debbono fare i conti con una straordinaria opulenza…ma la finezza dei cru di Barolo c’è tutta…il rigore dei cru di Monforte…non manca all’appello…questi ’99 sono tutti da tenere in cantina: rappresentano superbe definizioni della denominazione, dei terroir, degli stili dei singoli vignaioli, al di là delle effimere classificazioni fra “modernisti” e “classici”” La classifica vede al secondo posto, con quattro millesimi di punto, rispetto al primo classificato, una bottiglia-mito come il Barolo Sorì Ginestra Di Conterno Fantino…”

L’AZIENDA

L’Azienda agricola Conterno Fantino si trova a Monforte d’Alba, in cima a una collina che domina il paese vecchio,con una straordinaria vista sull’arco alpino. L’estenzione dei vigneti, di età media tra i 15 e i 40 anni, è di 23 ettari, su terreni di sabbia, limo e argilla, ubicati nei cru Ginestra, Mosconi, Bussia Sottana, Ornati, San Pietro e Bricco Bastia, ad altezze medie tra i 280 e i 400 metri s.l.m, per arrivare a quote di 520 metri per i vigneti di Dolcetto e Chardonnay. La produzione riguarda soprattutto Nebbiolo, della varietà Lampia e Michet e Barbera. La terra e i vigneti, uniti alla cultura e alla tradizione che hanno tramandato i genitori, sono il patrimonio da cui partire. La vite viene coltivata avendo come obiettivo la ricerca della massima qualità possibile. Non è applicata la biodinamica, o filosofie simili, ma sono utilizzate alcune tecniche di queste, che poi non sono altro che metodi di lavoro già usati dagli anziani. In sintesi, viene applicata quella che in azienda amano definire ‘viticoltura ragionata’. Il terreno viene aperto con attrezzature meccaniche non rotative e nutrizione esclusivamente organica per incrementare la vita biologica e ottenere che sia la terra stessa a nutrire la vite. L’inerbimento è spontaneo e la lavorazione avviene, ormai da 8 anni, con vari tipi di sementi, sia nel sottofila che nell’interfila, a filari alterni, con interceppi (macchinari per sradicare erbe infestanti) e spollonatrici. Si riesce così a controllare l’equilibrio organico della vigna, al fine di non utilizzare diserbanti chimici sistematici o di contatto, utilizzando solo attrezzature meccaniche, fondamentali per non provocare inquinamento nei terreni e nelle falde acquifere. Una gestione fitosanitaria che privilegia soprattutto l’impiego di rame e zolfo a bassi dosaggi, pur sapendo che alcune annate possono richiedere interventi specifici in prefioritura per far fronte al rischio di malattie crittogamiche. Numerosi sono gli interventi di potatura verde per garantire spazio ai grappoli, fino al diradamento, per consentire alla pianta di sviluppare il suo potenziale qualitativo e alla vendemmia la maturità fenolica. Dal 1996 l’azienda aderisce al Piano di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte, istituito dal Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (Feaog). Il Piano prevede lo sviluppo di pratiche ecocompatibili all’interno della programmazione agro ambientale della Regione. Due grandi vasche interrate consentono il recupero dell’acqua pluviale fino a 500 metri cubi. Per la preparazione del compost con il quale vengono concimati a rotazione tutti i vigneti, viene utilizzat, da dieci anni, esclusivamente letame proveniente da un piccolo allevamento bovino di Monforte, insieme a residui vegetali reperiti in azienda. I rifiuti prodotti (olio motore, contenitori dei prodotti fitosanitari) sono affidati ad una società che ne certifica il corretto smaltimento. Nel maggio 2008 sono iniziati i lavori per l’impianto, per la produzione di energia geotermica che verrà utilizzata per la climatizzazione della cantina e di tutti gli ambienti di lavoro. E’ in via di sviluppo l’ulteriore progetto “ENERGIA RINNOVABILE” che prevede la produzione di energia tramite un impianto eolico che. abbinato al geotermico, permetterebbe una quasi autosufficienza energetica.