Martedì 26 Maggio 2009
ore 20:30


“Arancia Blu”

presenta

“I vini dell’ Oltrepò Pavese”

Banco d’assaggio

O.P.Vergomberra Metodo Cl. Brut ’00
O.P. Bonarda Possessione di Vergombera ’07
O.P.Buttafuoco ’06



Vini in degustazione

O.P.Riesling Vigna Costa ’07
O.P. Pinot Nero ‘07
O.P.Rosso Cavariola Ris.’05
O.P.Sangue di Giuda “Paradiso” ‘08

 

La sfida dell’Oltrepò Pavese
Un interessantissimo territorio vitivinicolo,
a torto, misconosciuto

 

Nel panorama della viticoltura italiana, l’enologia dell’Oltrepò Pavese si presenta davvero curiosa. E’ difficile immaginare la concentrazione di vigne che troviamo in quel territorio relativamente piccolo, un triangolo posto nella parte meridionale della provincia di Pavia. Per decenni, centinaia di piccoli e medi viticoltori presenti su questo angolo della Lombardia un po’ dimenticato, lavoravano per le grandi città lombarde, creando una serie di vini che costituivano un’alternativa ai più costosi vini piemontesi. La sfida quotidiana tra l’Oltrepò e il Piemonte si gioca prima di tutto con il Barbera, ben presente in questo territorio sin dall’inizio dell’800 (oggi più di 2 mila ettari coltivati), dal quale nel territorio si otteneva anche una curiosa versione frizzante. Si, perché nella tradizione locale, il buon vino doveva possedere una capacità di esplodere in una spuma compatta al solo versarlo! Per sfruttare tutto lo spazio a disposizione, i contadini dell’Oltrepò hanno quasi completamente cancellato altre colture, come l’ulivo e piante da frutto, creando una sorta di unico grande vigneto, diviso soltanto dalle costruzioni delle cantine, che, tra l’altro, spesso fanno parte delle loro case. Tra le vigne dell’Oltrepò sorgono anche ben 38 castelli, che rendono questa zona molto interessante dal punto di vista turistico. Nel dopoguerra la produzione del vino è diventata nell’Oltrepò la principale attività economica locale. Attualmente operano lì circa 3 mila aziende vitivinicole, delle quali circa 2,5 mila conferisce le uve alle cinque cantine sociali. La grande ricchezza di vini , presente nel territorio dell’Oltrepò Pavese, non è facilmente commercializzabile al di fuori della regione, anche perché, sono vini che non godono di una fama eccellente, rispetto a posizioni tradizionaliste, che prediligono prodotti da uve con una tradizione più blasonata e di stile canonico, più riconoscibili all’interno di una nobile tradizione produttiva, che incombe miticamente e non meno, geograficamene, per la contigua vicinanza. Consapevoli di questa posizione marginale, alcuni produttori di questa terra creano, pian piano, una serie di vini di alta qualità, basandosi sulla ricca tradizione vitivinicola locale.

 


I Verdi, un’antica famiglia patriarcale

La storia della famiglia Verdi, in Vergomberra, risale al XVIII secolo, quando Antonio Verdi, probabilmente dal Ducato di Parma, si insediò in Oltrepò Pavese. Da allora, ben quattro generazioni si sono succedute nella cura delle terre di famiglia. Secondo l’economia del tempo si produceva grano ed altri cereali; i gelsi davano le foglie per l’allevamento dei bachi da seta; un buon numero di pertiche erano dedicate alla vite, non meno importante nelle produzioni tipiche oltrepadane. Già con Luigi, la terza generazione, alla cura dei vigneti, i Verdi, uniscono l’arte della trasformazione delle uve in vino, facendosi vinificatori e costruendo la prima cantina.
Famiglia tipicamente patriarcale, come allora era tradizione, con la quarta generazione iniziano le divisioni di proprietà. Da Luigi discende Clemente, da questi Alfredo, Cavaliere di Vittorio Veneto, quindi Bruno, il primo ad imbottigliare e fregiare le sue bottiglie con la propria etichetta, negli anni dell’immediato dopo guerra, e il figlio Paolo, ultima delle sette generazioni.
La cantina dell’azienda è sita in località Vergomberra di Canneto Pavese e conserva ancora locali della primissima cantina dei Verdi. I vigneti dell’azienda sono siti sul deciso rilievo che, elevandosi tra il corso del torrenti Scuropasso e Versa, che danno il nome alle rispettive valli, proprio a monte delle città di Broni e Stradella, occupa una posizione di eccezionale importanza nell’enologia dell’Oltrepò Pavese. Oltre al territorio comunale dei due centri, si incontrano i comuni di Canneto Pavese e Castana. E’ la così detta prima fascia collinare dove si producono uve e vini di eccezionale qualità. Non a caso, proprio su queste colline si trovano le due sottozone più importanti dell’Oltrepò, quelle dove si producono il Buttafuoco e il Sangue di Giuda.

Vigna Cavariola è il grande cru dell’azienda, nel comune di Broni, esposto ad ovest. Il terreno è di natura argillo-sabbiosa, abbastanza profondo e molto permeabile. La superficie totale è di 23 pertiche milanesi, pari a 1,50 ettari. La superficie vitata attualmente in produzione è di 0,6 ha, da cui si ottengono circa 3.500 bottiglie. Il vigneto è composto dalle varietà di uve: Croatina 60%, Uva Rara20%, Barbera 10% e Ughetta di Canneto 10%. La densità media di impianto è pari a 6.000 ceppi/ha. Da questo vigneto si ottiene l’Oltrepò Pavase Rosso Riserva Cavariola.
Campo del Marrone è situato nel comune di Canneto Pavese, su un pendio con esposizione est. Il terreno, abbastanza sabbioso, si estende su 10 pertiche milanesi. Il vigneto specializzato è composto dalla sola uva Barbera da cui si ottiene l’omonimo vino. Tutte le lavorazioni del vigneto sono effettuate con lo scopo di produrre basse quantità di uva per ceppo, condizione necessaria per ottenere un barbera di elevata struttura e persistenza. Vigne Costa e Paradiso
sono situate nel comune di Castana, su un pendio esposto a sud-ovest molto soleggiato, proprio al di là del confine di Canneto Pavese. Il terreno di medio impasto ha una presenza di limo che permette di ottenere una partcolare finezza dei vini, si estende su 45 pertiche milanesi, pari a 3 ha. I vigneti specializzati sono composti dalle uve Croatina, Uva Rara, Barbera e Riesling Renano, da cui si ottengono i vini: Bonarda”Possessione di Vergombera”, Sangue di Giuda “Paradiso” e Riesling Renano “Vigna Costa”.
Vigna Casa Zoppini è il vigneto più recente dell’azienda, nato nel 1999. S’é individuato nel Pinot Nero il vitigno che meglio si presta alle caratteristiche del terreno, con esposizione nord-ovest, al fine di produrre un importante vino rosso. Oltre alle uve dei propri vigneti, l’azienda pigia anche le uve provenienti da quelli un tempo della famiglia e di altri piccoli viticoltori della zona. Sono tutti siti nei territori di Canneto Pavese e Castana e quasi tutti confinano con i vigneti di proprietà, dei quali condividono le condizioni pedoclimatiche.






Antipasti


Insalata di pesto, con basilico, fagiolini, pinoli,
patate, aglio, olio extravergine d'oliva,
con scaglie di pecorino e parmigiano reggiano

Quiche di zucchine e zafferano

Hummus e tabouleh



Primi


Cannelloni ripieni di melanzane e ricotta al
forno di capra, con mousse di pomodoro e
pesto leggero di basilico

Strozzapreti al prezzemolo (trafilati in bronzo), con
germogli di soia e julienne di verdure, saltati con
salsa di soia e zenzero



Secondi


Saccottino di pasta sfoglia al sesamo,
ripieno di verdure, con salsa di yogurt
e taleggio al latte crudo della Valsassina

Bocconcini di peperoni e Montagnard,
pastellati e fritti



Dolci


Torta semifreddo di nocciole e mandorle,
con cuore ai frutti di bosco

Piccoli cannoli di sfoglia,
ripieni di crema al caffè